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sabato 20 ottobre 2012

Esecuzione di applicazioni ASP.NET in Ubuntu con ModMono


ModMono è un modulo Apache che fornisce il supporto per ASP.NET web server Apache. Useremo Apache come alternativa per IIS di Microsoft in Windows.
Parte uno: installazione di
Per ModMono di lavorare per prima cosa dovete installare Apache. È possibile fare clic qui per istruzioni su come installare Apache. Se avete già installato Apache, è possibile saltare questo passaggio.
Dopo di che, installare ModMono eseguendo il comando seguente (una riga). Verrà installato ModMono con il supporto per ASP.NET 2.0
sudo apt-get install libapache2-mod-mono mono-apache-server2
Una volta completata l'installazione, riavviare Apache e attivare il modulo ModMono eseguendo i seguenti comandi:
sudo / etc/init.d/apache2 restart
sudo a2enmod mod_mono
Ora dobbiamo cambiare il ASP.NET versione 2.0 nel file di configurazione.Aprire il file di configurazione in Gedit:
gksu gedit / etc/apache2/mods-available/mod_mono.conf
Una volta che il file di configurazione è aperto in Gedit, mettere un cancelletto (#) davanti alla riga "Include / etc / mono-server / mono-server-hosts.conf" ed eliminare l'hash di fronte a "Include / etc / mono -server2/mono-server2-hosts.conf ". Ora le due linee dovrebbe essere simile a questo:
# Include / etc / mono-server / mono-server-hosts.conf
Include / etc/mono-server2/mono-server2-hosts.conf
Salvare il file e chiuderlo. Ora riavviare Apache ancora una volta
sudo / etc/init.d/apache2 restart
L'installazione è completata.
Parte 2: Prove
Ora è il momento per verificare l'installazione. Abbiamo intenzione di creare un sito chiamato Ubuntu. Ma prima è necessario creare un file di configurazione per questo sito all'interno della directory "etc/apache2/sites-available /". Per effettuare questa operazione, eseguire il seguente comando:
gksu nautilus / etc/apache2/sites-available /
Si aprirà la cartella in Nautilus. Ora tasto destro del mouse all'interno della finestra e creare un nuovo file vuoto e il nome "Ubuntu". Quindi aprire il file utilizzando un editor di testo e incollare il seguente testo al suo interno, salvare e chiudere.
Alias ​​/ Ubuntu "/ var / www / Ubuntu"
AddMonoApplications default "/ Ubuntu :/ var / www / Ubuntu"
<Location /Ubuntu>
SetHandler mono
</ Location>
** Nota : .. La formattazione dei doppi apici nel codice sopra riportato deve essere modificato manualmente Basta eliminare tutte le virgolette e digitare di nuovo nuovo Assicurati di fare questo, altrimenti non può funzionare.)
Ora all'interno di Nautilus, accedere a / var / www / directory e creare una nuova cartella chiamata "Ubuntu". All'interno di questa cartella creare un nuovo file vuoto e il nome "index.aspx". Quindi aprire il file utilizzando un editor di testo e digitare la seguente riga di codice in esso. (Ancora una volta, non dimenticare di cancellare e ri-digitare le virgolette.)
<% Response.Write ("Funziona come un fascino!");%>
Salvare il file, chiudere e chiudere Nautilus troppo. Poi vengono le fasi finali in cui si attiva il sito e riavviare Apache per l'ultima volta:
a2ensite Ubuntu
sudo / etc/init.d/apache2 restart
Questo è tutto! Ora, aprire il browser web e scegliere:http://localhost/Ubuntu/index.aspx
Si dovrebbe vedere il testo "Funziona come un fascino!" Nella pagina.
Parte 3 (Facoltativo): disattivazione di un sito
Nella parte 2 abbiamo creato un sito chiamato Ubuntu. Prima siamo stati in grado di visualizzare la pagina aspx correttamente abbiamo bisogno di attivare il sito in Apache. Dopo che abbiamo finito test non è necessario per il sito di Ubuntu più. Prima di rimuovere i file, è necessario disabilitare il primo sito.
Aprire una nuova finestra di Terminale ed eseguire il seguente comando:
a2dissite Ubuntu
Ora è necessario rimuovere il file "Ubuntu" che abbiamo creato nel "etc/apache2/sites-available /" directory:
cd / etc/apache2/sites-available /
sudo rm Ubuntu
Allora dobbiamo cancellare la cartella "Ubuntu" all'interno della directory "/ var / www /" directory (che contiene il file index.aspx) e riavviare Apache:
cd / var / www /
sudo rm-rf Ubuntu
sudo / etc/init.d/apache2 restart
Ora è possibile chiudere Terminal. Aprite il vostro browser, cache chiaro e scegliere http://localhost/Ubuntu/index.aspx , ma non funzionerà più.
Nota
Anche se si dispone di PHP 5 e MySQL installato, l'installazione ModMono non li riguardano. Così si sarà in grado di lavorare con il vostro file PHP e ASP.NET allo stesso tempo.
Riferimenti :
Ubuntu Comunità e SqlServerDotNet . Parti 1 e 2 sono principalmente sulla base delle informazioni da queste due fonti, ma ho aggiunto alcuni passi al fine di semplificare ulteriormente il processo.

lunedì 8 ottobre 2012

Ubuntu server gui


Per poter installare la parte grafica al vostro server dovete, per prima cosa dopo aver effettuato il login
digitare: sudo apt-get update (per aggiornare i pacchetti software)
poi: sudo apt-get install ubuntu-desktop
per installare l'interfaccia grafica di ubuntu 

sudo apt-get install xubuntu-desktop
per installare l'interfaccia grafica di xubuntu

sudo apt-get install kubuntu-desktop
per installare l'interfaccia grafica di kubuntu

venerdì 25 novembre 2011

Errore:kernel

Dopo aver rimosso i kernel, il mio server restituira error: you need load kernel first.
"Panico" prima senzazione, "ho perso tutto e ora devo formattare".
Poi però ho pensato "calma" ci sarà una soluzione: a tutto c'è sempre un rimedio.
avvio un'altra distro ubuntu "macbuntu" e comincio a cercare le possibili soluzioni, ma niente provo diverse soluzioni per ore ma niente da fare allora si ripresenta il "panico" .
scrivo su google l'errore che ricevo "Error: youneed load kernel first" e dopo un paio d'ore trovo finalmente la soluzione "banalissima".
nel terminale digito "sudo grub-update".
riavvio il sistema trovo delle modifiche e provo ad accedere, riperte tutto come prima anzi meglio e più veloce. uh anche questa volta scampato pericolo.

giovedì 24 novembre 2011

Rimuovere i kernel duplicati


Vediamo come ridurre il numero di voci presenti sul menu di avvio, semplicemente disinstallando i kernel non necessari.
Una premessa è doverosa: almeno un kernel è obbligatorio che resti altrimenti Ubuntu non si avvierà più, quindi prestare particolare attenzione a non rimuoverli tutti.

Inoltre se si è appena installata una nuova versione del kernel attendere un paio di giorni prima di rimuovere la precedente, il nuovo kernel potrebbe dare problemi che il vecchio non presentava.
Nell’esempio mostrato nella figura sopra sono presenti:
  • Ubuntu, Linux 2.6.31-20-generic
  • Ubuntu, Linux 2.6.31-20-generic (recovery mode)
  • Ubuntu, Linux 2.6.31-19-generic
  • Ubuntu, Linux 2.6.31-19-generic (recovery mode)
  • Ubuntu, Linux 2.6.31-17-generic
  • Ubuntu, Linux 2.6.31-17-generic (recovery mode)
  • Memory test (memtest86+)
  • Memory test (memtest86+, serial console 115200)
Ogni versione del kernel va a coppia con la sua modalità di ripristino (recovery mode), procederemo allora alla rimozione dei kernel 2.6.31-19-generic e 2.6.31-17-generic. Manterremo invece il più recente 2.6.31-20-generic.
Per far ciò è sufficiente aprire il Gestore dei pacchetti dal menu Sistema – Amministrazione
Una volta avviato, nel numero dei tanti pacchetti presenti sarà necessario cercare i pacchettilinux-image-2.6.31-17-generic e linux-image-2.6.31-19-generic, fare tasto destro sopra d’essi e scegliere Rimuovi completamente.
Scegliere ovviamente le versioni che si desidera eliminare tra quelle identificate dall’icona di installato (col tema predefinito è il quadrato verde).
Nota bene: non usare la casella di ricerca rapida in alto, non funziona come ci si può aspettare, usare invece il pulsante Cerca in alto a destra oppure scorrere la lista fino a raggiungere i pacchetti indicati.
Completare la disinstallazione cliccando su Applica e confermare tutte le richieste, al termine verrà chiesto di riavviare il sistema.
Al riavvio il menu apparirà in questo modo:
Consiglio di diffidare dalle guide che invitano a modificare i files di grub in quanto i kernel vecchi restano comunque presenti su disco occupando spazio inutile e al primo aggiornamento torneranno automaticamente al loro posto nel menu di GRUB.

lunedì 31 gennaio 2011

Creare un file.deb partendo da Python

Programmate in Python e non sapete come creare un file .deb per la vostra distro Debian (o derivate come Ubuntu)?
La soluzione è semplice e non serve molto per creare il vostro deb da usare oppure da condividere su internet per tutti i debianizzati.
  1. Per prima cosa create una cartella che conterrà tutti i dati per creare un deb. La cartella (preferibilmente) viene rinominata in questo modo: <nome_programma>_<versione>_<architetture_supportate>. Per esempio creiamo la cartella “prova_0.1_all” in cui all indica il fatto che il programma è compatibile sia con architetture 32 bit o 64 bit.
  2. All’interno della cartella appena creata bisognerà crearne 2: “DEBIAN” e “usr“.
    Analizziamole separatamente:
  3. In “DEBIAN” andrà inserito un file dal nome “control”, che serve come preview quando si installa il pacchetto, così fatto (con # indico i commenti che NON andranno inseriti nel file). Il nome inserito come Package sarà il nome del pacchetto installato.
    Scarica l’esempio di file control
  4. In “usr” vanno create altre 2 cartelle: “bin” e “share”.
    Analizziamole separatamente:
  5. In “bin” va messo un file dal nome “prova” (prova è il nome del programma) che andrà reso eseguibile e conterrà le seguenti 3 righe:
    #!/bin/bash
    cd /usr/share/prova   #prova è il nome del programma
    env python provaMain.py    #provaMain.py è la classe main del programma prova
  6. In “share” andranno messe 3 cartelle: “applications”,”doc”,”prova”. Le 3 cartelle non sono obbligatorie: potete mettere in questa cartella direttamente i file .py del programma oppure potrete aggiungere altre cartelle usate dal programma stesso. “applications” conterrà il file che indica dove posizionare il programma nel menù del sistema operativo, “doc” contiene i file per la documentazione, “prova” è la cartella contenente tutti i file del programma Python.
    In questa breve guida spiegheremo solo cosa mettere nella cartella “applications” perchè le altre 2 sono ovvie nei contenuti.
  7. In “applications” andrà messo il file “prova.desktop” (prova è il nome del programma) che indicherà dove mettere il programma nel menù del sistema.
    Scarica l’esempio di file prova.desktop.
    Una volta creato sarà possibile modificarlo solo tramite terminale con il comando (da gnome): “sudo gedit <percorso>/prova.desktop”.
  8. Create le cartelle e i file è ora di creare il file deb con il comando da terminale “fakeroot dpkg -b <percorso>/prova_0.1_all
Questa è una guida molto semplice e sommaria per capire come creare un file .deb da un programma Python. Se avete problemi lasciate pure commenti.
Vi lascio un link al piccolo programma che ho realizzato con questo procedimento che potrà esservi utile per capire il funzionamento della guida.
Scarica il programma come aiuto alla guida.

i

mercoledì 29 dicembre 2010

Ubuntu: telecomando bluetooth

Che pensereste se vi dicessi che potrete stare belli comodi sul vostro divano a guardare un film sul vostro portatile con la vostra distro Linux preferita, il tutto senza dovervi mai scomodare per mettere in pausa o per alzare il volume? Con AnyRemote si può!
AnyRemote Bluetooth Logo 2
Prima di tutto, a cosa serve AnyRemote? È una applicazione client-server che, tramite un collegamento via bluetooth vi consente di utilizzare il vostro cellulare come un sorta di “telecomando” per applicazioni multimediali, quali ad esempio Totem o Xmms, ma anche per applicazioni più d’ufficio come oo-impress. Nel caso che vedremo appunto il nostro computer sarà il server e il nostro telefonino il client..
Innanzitutto vi serviranno un cellulare che disponga di tecnologia bluetooth e java, mentre per il vostro pinguino africano (o genericamente Debian-based) avrete bisogno di una chiavetta bluetooth e di alcuni pacchetti installabili dando un:
sudo apt-get install bluetooth bluez-gnome bluez-utils gnome-bluetooth libbluetooth-dev
Inoltre dando un:
sudo apt-get install alsa-utils gnome-alsamixer automake xautomation
Avrete già a disposizione i pacchetti, e le relative dipendenze, che vi serviranno nei casi di utilizzo che presenterò. Ora, per avere anyRemote, e la sua GUI, potete installarlo tramite apt, oppure andare sul sito ufficiale http://anyremote.sourceforge.net/ e scaricare i pacchetti targizzati AnyRemote e gAnyRemote, nel caso in cui utilizziate Gnome, o kAnyRemote, nel caso in cui preferiate KDE.
Io ho scaricato i pacchetti dal sito quindi vi descriverò le diverse fasi di installazione e configurazione. Per prima cosa, una volta scaricato il tar.gz di anyremote, lo spacchettiamo con un semplice:
tar xzf <nome_pacchetto>.tar.gz
Entriamo in seguito nella cartella appena creata. Per creare il file che servirà al make durante la fase di installazione diamo un:
./configure
Mentre per installare diamo:
make
sudo make install
Adesso abbiamo installato l’ applicazione principale e quindi sareste già in grado di utilizzarla tramite riga di comando. Ma perché non sfruttare una comoda interfaccia grafica per terminare di configurare e poi utilizzare il nostro programma?
Scarichiamo sempre dal sito ufficiale il pacchetto .deb per il nostro desktop-manager preferito e installiamolo così:
sudo dpkg -i <nome_pacchetto>.deb
E lanciamo la nostra stupenda GUI da shell, oppure create una icona di avvio direttamente sul Pannello principale o sul Desktop, decidete voi insomma cosa vi risulta più comodo ( :-) ).
L’ interfaccia che ci troveremo davanti è la seguente:
AnyRemote GUI
La schermata iniziale di gAnyRemote
La schermata bianca, che, a mio avviso, ad un primo utilizzo potrebbe intimorire l’utente, andrà riempita con i file di configurazione delle applicazioni che vorremo utilizzare da remoto e l’applicazione stessa la renderemo a tutti gli effetti attiva tramite il pulsante “Run” ben visibile in basso.
Di default vi sono già parecchi file di configurazione a disposizione ed inoltre, grazie ad una veloce googlata, ne troveremo tantissimi altri su internet, per le più disparate applicazioni (di default è compreso anche il .cfg per Kopete, nel caso in cui lo utilizziate come programma di chat, qui non ne tratterò visto che io non lo utilizzo :-P ).
Riprendendo con la nostra configurazione, diciamo che abbiamo voglia di vederci un film e la nostra applicazione preferita per riprodurli sia Totem: perfetto. Andiamo in “Setup –> Proprietà” e, nella finestra che comparirà, il nostro interesse si dovrà rivolgere particolarmente a quel tasto appena sotto lo spazio bianco con la scritta “Add”.
AnyRemote GUI 2
Usiamo Gnome? Selezioniamo l’autostartup apposito e dedichiamoci ad aggiungere i nostri .cfg
Ci comparirà una finestra di apertura file in cui dovremo indicare il percorso dei file di configurazione. Quello di Totem è uno di quelli già a disposizione di default, quindi selezioniamo la cartella origine di AnyRemote, andiamo in:
cfg-data/Server-mode/
e selezioniamo:
totem.cfg
AnyRemote GUI 3
Selezioniamo il file .cfg di totem tra quelli di default
Clicchiamo su OK e torniamo alla finestra precedente ma questa volta vedremo comparire il file appena selezionato nello spazio bianco. Ora possiamo pure premere sul famoso tasto “Run” e abbiamo terminato le cose da fare sul nostro pinguinozzo.
Tocca al nostro futuro “telecomando” ora ( ;-) ).
Passiamo via bluetooth ( per rimanere in tema ) sul nostro cellulare l’archivio anyRemote.jar che troviamo sempre nella cartella di origine del nostro programma.
AnyRemote GUI 4
Inviamo l’archivio al nostro cellulare tramite la comoda funzione di Gnome “Invia a”
Installiamo l’applicazione e avviamola. Ci troveremo davanti ad una schermata semplicemente vuota ( :-) ). Entriamo nel menu “Opzioni” e tramite l’opzione “Search” dovremmo trovare un indirizzo simile a questo :
AnyRemote Nokia 1
Abbiamo trovato il nostro anyRemote-server attivo sul pc
Selezioniamo l’indirizzo trovato e rispondiamo di Si alla successiva domanda. A questo punto vedrete magicamente Totem aprirsi automaticamente sullo schermo del vostro pc, mentre sullo schermo del vostro cellulare comparirà una mappa della tastiera con i tasti assegnati a ciascuno per le diverse funzioni.
Totem
Magia… :-)
Selezionate dal pc il film preferito, mettetevi comodi sul divano e godetevi lo spettacolo. Adesso, a meno che qualcuno di vostra conoscenza non abbia l’incredibile capacità di sapere che siete alla scena clue del film e vi chiami in quel preciso istante, non vi dovrete più alzare per abbassare il volume o mettere il film in pausa.
NB – Potreste avere difficoltà per alzare o abbassare il volume. Questo perchè di default lo script di configurazione di totem indica come “Master” il vostro speaker principale. In questo caso date da shell questo comando:
amixer scontrols
e controllate. Nel mio caso ho dovuto cambiare Master in PCM, come segue:
Amixer 2
Modificate all’altezza del puntatore
Totem 3
Ecco il nostro “telecomando” attivo
Come ho già detto esistono tanti altri file .cfg disponibili di default per le più disparate applicazioni. Uno molto carino è il “Mouse Test” tramite il quale potrete guidare il vostro mouse, comprensivo dei tre tasti e delle relative funzioni, sul vostro desktop direttamente dal vostro cellulare.
Uno che ho trovato molto particolare è lo script di configurazione per ooimpress : una volta aperto potrete selezionare direttamente dal cellulare il file che volete aprire scorrendo le cartelle esistenti sul vostro pc ed in seguito mettere a schermo intero la vostra presentazione e scorrere le slide, il tutto ovviamente senza neanche avvicinarvi al vostro pc.
Vi ricordo che, una volta che avrete inserito i diversi file .cfg seguendo la procedura sopra descritta, prima rendere attivo il programma server sul vostro pinguino dovrete selezionare l’applicazione che dovrà essere lanciata una volta stabilito il collegamento via bluetooth.
ooimpress
Server attivo e pronto per aprire la nostra presentazione
Esiste anche un file-viewer che vi permetterà di scorrere i file e le cartelle di tutto il vostro pc e, nel caso, anche modificare, rinominare, creare nuove cartelle, ecc..
Totem 2
Il nostro mouse remoto
Per concludere, ritengo che questa applicazione sia stata veramente una grande idea e realizzata anche in maniera molto efficace. Inoltre gli script possono essere modificati a piacimento ed in maniera molto semplice nel caso in cui vogliamo che un determinato tasto del cellulare sia collegato ad una funzione diversa da quelle prestabilite.
ooimpress 2
Selezioniamo la nostra presentazione con Impress
Ho testato personalmente questa applicazione su Nokia n70, Nokia 6111 e non ho riscontrato problemi di alcun tipo. Inoltre una lista completa dei telefoni compatibili con questa applicazione la potete trovare sempre al sito ufficiale del progetto.
Alla prossima!

sabato 25 dicembre 2010

Ubuntu non parte più

problemone dopo aver installato Dolphin (interfaccia grafica kde), ho installato dolphin per sbaglio, notando un notevole cambiamento dell'ambiente grafico provo a riavviare dopo un casino che ho fatto provando ad installare dal gestore dei pacchetti robe che a me sembravano pacchetti per python. all'avvio gia la schermata d'accesso è cambiata, non mi ero accorto di aver installato dolphin, digitando username e password appariva una schermata completamente nera con il puntatore del mouse visibile ma non avevo accesso a nessun comando, dopo un po' che ci sbatto senza alcun risultato provo a cercare una soluzione da internet collegandomi da windows e trovo come ripristinare l'interfaccia grafica gnome, fortuna che da modalita recovery sono riuscito ad accedere al terminale con internet(recovery mode/shell con rete).
e digitando,

codice: sudo apt-get install gnome-core gdm

dopo che ha finito di lavorare digitare,

codice: sudo apt-get install ubuntu-desktop gdm

all'apparenza era tornato tutto come prima, in effetti la grafica era gnome e potevo usare il pc, eccetto internet però, cioè mi spiego meglio provo a collegarmi con skype ed ero on-line, avvio firefox e dopo un po' di caricamento mi dava errore, non capendo cosa fosse comincio a sbattere un po' senza risultati. Fino a quando mi ricordo che avevo salvato un file che spiegava come configurare internet da terminale.
Per configurare il modem:
1. Scegliere Applications->Accessories->Terminal
2. Nel terminale, digitare:

codice:sudo pppoeconf

3. Un programma testuale guiderà nei successivi passi:         

giovedì 2 dicembre 2010

Creare pacchetti di installazione .deb

Il pacchetto debian-package-maker si trova nei repository di Ubuntu e richiede la presenza di mono installato, si trovano entrambi su Synaptic. Una volta installato lo ritroveremo nel menu ApplicazioniProgrammazione.
Debian Package Maker - Install Structures
Il programma appena avviato si presenta con 3 schede: la scheda Install Structures conterrà i files da installare con i relativi percorsi dove copiarli.
Debian Package Maker - Package Info
La seconda scheda Package Info conterrà le informazioni sul pacchetto quali l’autore, la descrizione, la compatibilità e altro.
L’ultima scheda Logs mostrerà infine l’esito delle operazioni nella creazione del pacchetto.
Menu Optional Fields
Tramite il menu Optional Fields è possibile aggiungere le schede per definire i pacchetti aggiuntivi collegati:
  • Package Dependencies per pacchetti necessari all’uso
  • Package Pre-Dependencies per pacchetti necessari all’installazione
  • Recommended Packages per pacchetti raccomandati che verrebbero utilizzati dal programma
  • Suggested Packages per pacchetti suggeriti
  • Packages that May Break per pacchetti che se installati potrebbero dare errori col programma
  • Packages that May Conflict per pacchetti che se installati generano conflitti
  • Packages that Will Be Replaced per pacchetti che verrebbero sostituiti installando il presente
  • Virtual Packages per pacchetti virtuali aggiuntivi
  • Scripts per aggiungere script di installazione (preinst, postinst, postrm) che verrebbero eseguiti al momento dell’installazione o disinstallazione del pacchetto per compiere determinate azioni
Per aggiungere un pacchetto correlato, attivare l’opzione dal menu Optional Fields e apparirà la scheda corrispondente nella finestra del programma.
Debian Package Maker - Dependencies
Sarà possibile specificare il nome del pacchetto e il tipo di requisito sulla versione, generalmente GREATER THAN OR EQUAL TO per indicare la versione minima necessaria. Confermare il pacchetto indicato premendo il pulsante Add.
Il pulsante in basso Create Package lancerà infine la generazione del pacchetto deb con le opzioni indicate.
Oltre la compilazione manuale il programma presenta anche una procedura guidata dal menu File che con alcuni click in sequenza compilerà i campi, ma data la semplicità dell’applicativo non si rivela strettamente necessaria.
Prima di concludere segnalo alcune anomalie che potrebbero disorientare: ad oggi il programma genera errori se si usano nomi di files con spazi e che tuttavia non vengono mostrati nella scheda Logs.
Inoltre nell’inserimento della descrizione, se su più righe, lasciare almeno uno spazio all’inizio di ogni riga e creare righe vuote utilizzando un punto o un trattino.
Inoltre quando si riapre un progetto salvato le schede aggiuntive verranno nascoste e andranno riaperte utilizzando il menu Optional Fields.
Per queste ragioni si raccomanda di eseguire il programma tramite riga di comando, anziché da interfaccia grafica, eseguendo il programma debianpackagemaker. In questo modo tutti gli eventuali errori non mostrati nella finestra Logs saranno visibili nella finestra del terminale. Per il resto si tratta di un’applicazione comoda e semplice.

sabato 27 novembre 2010

LucidTool

Dopo il successo di UbunTool, con i suoi 1400 download, abbiamo deciso di rilasciare alla comunità ubuntiana un altro script. Questa volta però, anche per la mancanza di tempo, abbiamo deciso di supportare solo l’ultima nata in casa Canonical e solo per sistemi a 32 bit, quindi non usate questo script su altre versioni di Ubuntu. Se ci saranno richieste in merito, cercheremo in futuro di rilasciare una versione che supporti anche sistemi a 64 bit. Finita la premessa, vediamo in dettaglio le caratteristiche di LucidTool.
Innanzitutto diamo a Cesare quel che è di Cesare. LucidTool prende spunto anche da altri script, di cui ringraziamo i rispettivi autori: 2ClickUpdate e ubuntu-10.04-script.

LucidTool vi aiuta nella configurazione e nell’installazione di importanti librerie e codec necessarie subito dopo la prima installazione di Lucid. Ma vi aiuterà anche in seguito a mantenere pulita ed aggiornata la vostra distribuzione preferita.

A cosa serve LucidTool?


  • Installare tutti i codec multimediali con un solo click. Infatti, usando la funzione OneClick-Multimedia in pochi minuti la nostra Lince sarà pronta per leggere qualunque tipo di file multimediale, sia su internet che in locale.
  • Mantenere pulito il sistema. Il famoso script per la pulizia del forum italiano di Ubuntu, del quale abbiamo molto parlato qui, è stato integrato in LucidTool.
  • Aggiungere ed aggiornare le chiavi GPG. Grazie al contributo di ale88sv, sempre dal forum di Ubuntu, le chiavi GPG dei repository aggiunti saranno scaricate automaticamente.
  • Ripristinare il sources.list originale della nostra Ubuntu. Se abbiamo problemi con i repository e stiamo cercando il sources.list originale per risolverli, LucidTool fa al caso nostro.
  • Installare le ultime versioni di alcuni programmi utili. Attraverso la funzione Software avremo la possibilità di installare le ultime versioni disponibili di alcuni programmi. I repository appropriati per Lucid verranno automaticamente aggiunti, così come le chiavi GPG, con un grande risparmio di tempo!
  • Tenere aggiornato il sistema. Anche la parte dello script, riguardante l’aggiornamento, che troviamo nel forum di Ubuntu, è stata integrata in LucidTool; in questo modo avremo a disposizione, oltre al normale aggiornamento del sistema, funzioni come l’aggiornamento delle configurazioni di Grub, della data e dell’ora del sistema, ecc…
  • Modificare le configurazioni di sistema. Attraverso la funzione Tips and Tricks potremo modificare configurazioni di sistema, come spostare i pulsanti delle finestre a destra, rimuovere il suono di login, ecc…
  • Ripristino del sources.list. Attraverso la funzione Ripristino potremo ripristinare il sources.list che avevamo prima di utilizzare LucidTool, oppure ripristinare quello originale di Lucid.
LucidTool è strutturato in modo tale che le funzioni OneClick siano “sicure”, nel senso che i comandi potenzialmente pericolosi non siano eseguiti. Questi comandi sono invece presenti nelle funzioni per utenti esperti, attraverso le quali sarà possibile scegliere i comandi da eseguire. Per rendere maggiormente funzionale e personalizzabile LucidTool, le opzioni che verranno selezionate nelle funzioni per utenti esperti verranno ricordate nei successivi riavvii del programma, in modo da non doverle selezionare ogni volta.
Le novità rispetto a UbunTool sono:
  1. Aggiunti altri controlli per soddisfare le dipendenze di cui LucidTool necessita: zenity e libnotify-bin.
  2. Adesso lo script deve essere avviato da terminale; non viene più inserita un’icona sul menù, questo per ovviare ad alcuni inconvenienti a vantaggio di un software migliore.
  3. Le notifiche di LucidTool adesso sfruttano le notifiche di sistema:
Integrazione di LucidTool con le notifiche di Ubuntu

Come avere LucidTool?

Trovate LucidTool anche su Launchpad, dove potete seguirne lo sviluppo, segnalare bug o dare suggerimenti.

Come avere LucidTool nella propria lingua?


LucidTool è anche multilingua, oltre alla lingua italiana sono disponibili l’inglese e lo spagnolo. E’ possibile anche aggiungere la lingua che desiderate. L’unica cosa che dovete fare è tradurre il file .pot che trovate nel tar.gz di LucidTool senza modificarne la struttura ed inviarci il file!

Come usare LucidTool?

Una volta estratto il contenuto nella nostra home, apriamo il terminale e digitiamo i seguenti comandi:
cd LucidTool
sudo ./LucidTool_install
Per avviare LucidTool:
sudo ./LucidTool
Per disinstallarlo i comandi sono i seguenti:
cd LucidTool
sudo ./LucidTool_uninstall
NOTA: LucidTool è un software distribuito sotto licenza GPL2, nella speranza che sia utile alla comunità di Ubuntu, ma SENZA NESSUNA GARANZIA. Freetime’s Blog non si ritiene responsabile in alcun modo per eventuali problemi dovuti all’uso di LucidTool. 
fonte:Lucidtool

martedì 9 novembre 2010

Avvio lento Ubuntu 10.04 Lucid Linx: una possibile soluzione

Utilizzando Lucid Linx probabilmente qualcuno tra di noi ha notato dei tempi di boot esasperanti eek che cozzano tremendamente con il tanto dichiarato aumento di velocità all'avvio del sistema che la nuova LTS ci avrebbe dovuto regalare: uno dei sintomi del problema consiste nell'interminabile lasso di tempo, subito dopo il login, necessario al caricamento dell'ambiente grafico. E' a tutti gli effetti un bug che contraddistingue Lucid fin dalla beta version, debitamente segnalato su launchpad qui; pare affliggere sia sistemi a 32 bit che sistemi a 64 bit e si manifesta quando il kernel rileva un dispositivo floppy non presente fisicamente ma abilitato nel bios del pc, causando un generale decadimento delle prestazioni in fase di avvio del sistema.
idea Una possibile soluzione consiste nel disabilitare dal bios della macchina il floppy drive.


idea In alternativa se abbiamo un pc che non dispone di lettore floppy nè tantomeno presenta voci nel bios ad esso relative, ma che è ugualmente interessato al bug in questione, possiamo provare ad editare il file /etc/fstab commentando la stringa di codice relativa al dispositivo. In questo caso non dobbiamo far altro che aprire un terminale dal menu Applicazioni>Accessori e digitare al suo interno il seguente comando:

  1. sudo gedit /etc/fstab  

nel file che si aprirà cerchiamo la riga relativa al floppy che generalmente inizia con

e commentiamola anteponendo il simbolo del cancelletto (#) in modo che diventi


quindi salviamo e chiudiamo il file. Riavviamo il sistema e verifichiamo se la modifica ha sortito gli effetti sperati.

Alla prossima. wink

firefox lento?

Un possibile fix di questo problema (molto diffuso, a quanto sembra) ci viene segnalato da Ubuntugeek Ho testato personalmente il fix (e l’ho fatto anche sul simpatico Firefox che ho sul simpaticissimo Windows XP) e, nonostante nè l’uno nè l’altro fossero particolarmente lenti, a vista d’occhio ho notato un bel miglioramento! Ecco,intanto, come fare:
Sulla barra degli indirizzi di Firefox, scriviamo about:config . Ci apparirà un avviso di sicurezza…confermiamo e andiamo avanti. Saremo portati ad una pagina, in cui apparirà una lunghissima lista di parametri e, in alto, un campo di ricerca. Nel campo di ricerca scriviamo network.http e diamo invio. Ci apparirà una lista di parametri più piccola. Da questa lista,modifichiamo i seguenti:
network.http.pipelining
: facciamo doppio click su questa voce, che da FALSE deve diventare TRUE network.http.pipelining.maxrequests : facciamo doppio click su questa voce, e modifichiamo il valore in 8 oppure 10 network.http.proxy.pipelining : facciamo doppio click su questa voce, che da FALSE deve diventare TRUE
Se non utilizziamo connessioni Ipv6 potremmo modificare anche un ulteriore parametro : nel campo di ricerca, scriviamo ora network.dns.disableIPv6 e diamo invio : ci apparirà una sola voce. Facciamo doppio click su di essa, modificandola da FALSE in TRUE. Mi raccomando, fatemi sapere se ciò funziona anche per voi. Buon lavoro!

giovedì 28 ottobre 2010

ripristino configurazione monitor

a volte può succedere,che provando le varie risoluzioni del monitor non si riesca più a tornare alla configurazione iniziale. A me è successo. preso dal panico del momento sono uscito per evitare ulteriori danni, ma, dopo essermi tranquillizzato (1ora e mezza dopo), ho cercato la soluzione su internet, ma niente, non c'era il mio problema, lo sconvolgimento grafico è stato gigantesco.
Ma ecco la classica "illuminazione", io lo definisco "CULO". ho provato ad accedere da ospite,ed era tutto come prima della "frittata".  ho rifatto lo stesso procedimento, cioè: Sistema>Preferenze>Monitor e ho riportato quella configurazione sulla mia sessione. PUFF come per magia è tornato tutto come prima.       

sabato 16 ottobre 2010

Internet e Ubuntu 9.10

la configurazione di internet su ubuntu varia da versione a versione nella versione 8.10 la connessione ad internet è automatica, poi, facendo degli avanzamenti di versione fino alla 9.04 funziona tutto, nella Ubuntu 9.10 karmic koala il blocco, un bug blocca la connessione ad internet.
ho provato ad usare la configurazione automatica di ubudsl ma niente non va allora connettendomi da un altro o.s. ho trovato la soluzione:
Per configurare il modem:
1. Scegliere Applications->Accessories->Terminal
2. Nel terminale, digitare:
sudo pppoeconf
3. Un programma testuale guiderà nei successivi passi:
alla fine non aspettatevi di vedere l'icona della connessione agitarsi,perchè non lo farà. se da terminale vi dice che siete connessi credeteci.
   

giovedì 14 ottobre 2010

Connettere Ubuntu ad internet tramite "Chiavetta Internet"

Ubuntu supporta le chiavette internet. Trattandosi di connessione mobile senza fili ad alta velocita' viene considerata come wifi sotto certi aspetti.


Se cioe' con il  netbook  disabilito la scheda wifi, non mi trova nemmeno la chiavetta. I tasti funzioni quindi vanno premuti fino ad attivare il wifi (se e' attivato sul disegno delle onde radio compare la possibilita' di scelta di una connessione wifi, altrimenti no).

Abilitato il wifi posso inserire la chiavetta. Verra' probabilmente riconosciuta prima come memoria di massa: bisogna espellerla (tasto destro, espelli) e aspettare che compaia nel network manager (l'icona delle onde radio di prima) La prima volta potrebbe essere necessario "creare una nuova connessione mobile": nessun problema, ubuntu ci chiedera' con quale operatore siamo abbonati e con quale soluzione, configurando tutto lui.

domenica 26 settembre 2010

Ubuntu mobile edition

A due mesi dal rilascio di Ubuntu 8.04 LTS ed a poche settimane dall’annuncio di Ubuntu Netbook Remix, è stato rilasciato anche Ubuntu MID Edition 8.04. Con questo nuovo prodotto, la Canonical mira ad ampliare il raggio d’azione di Ubuntu al settore dei MID (Mobile Internet Device), dispositivi mobili ultra-portatili, pensati per accedere rapidamente alla rete. Ubuntu MID Edition è nato dal progetto Ubuntu Mobile and Embedded (UME) sponsorizzato dalla Canonical in collaborazione con il Moblin-org project sponsorizzato dalla Intel. In poche parole, si tratta di una versione modificata (minimizzata) di Ubuntu 8.04, ottimizzata per i processori Atom della Intel. In questa nuova versione di Ubuntu, infatti, molti pacchetti sono stati rimossi, alcuni sono stati aggiunti ed altri sono stati ottimizzati per funzionare meglio sui MID e gli UMPC.


 Rilasciato Ubuntu MID Edition 8.04. Cosè e come provarlo

Inoltre, cosa molto importante, Ubuntu MID è “finger friendly”, supporta cioè i touch screen. Potrete quindi lanciare, con un semplice tocco, le applicazioni. The Ubuntu MID Edition ha tratto molti benefici dall’Intel Moblin projects, come il web-browser e l’infrastruttura multimediale. Canonical ha per ora prodotto due immagini differenti di Ubuntu MID Edition. Una per piattaforme McCaslin, che utilizzano i processori A100 e A110 di Intel (quella del Samsung Q1) e una per piattaforme Menlow che utilizzeranno i nuovi processori Atom della Intel (quella della stazione di sviluppo Intel Crown Beach). Canonical ha però rilasciato anche un immagine KVM (ne ho parlato qui) di Ubuntu MID Edition, per permettere anche a chi non dispone di un MID supportato, di provare il suo nuovo prodotto.

clutter small Rilasciato Ubuntu MID Edition 8.04. Cosè e come provarlo


ubuntu ume 804 ss8 sm Rilasciato Ubuntu MID Edition 8.04. Cosè e come provarlo
Le principali applicazioni incluse in Ubuntu MID Edition 8.04 sono:
• MID Browser, un web browser, basato su Gecko (lo stesso motore di Firefox e Flock), appositamente pensato per gli schermi piccoli (4-7 pollici) e dotato del supporto allo zoom.
• Pidgin per la messaggistica istantanea
• Cheese per la gestione delle web cam
• Claws Mail come mail client di default
• Moblin Media come player audio e video
• alcuni giochi come Neverball e Frozen Bubble
• FBReader per la lettura degli eBook
• e tante altre piccole applicazioni OpenSource

Ubuntu MID Edition, è stato pensato, in linea con la filosofia dei MID, per fornire un rapido accesso ad internet ed ai contenuti multimediali. Ed infatti offre:
• un supporto completo al Web 2.0/AJAX
• ottime capacità multimediali, che permettono di gestire al meglio: video, musica e foto
•  una suite di applicazioni capace di soddisfare le necessità di tutti gli utenti (genitori, studenti, ecc)
•  la possibilità di tenere a portata di mano tutto il meglio del Web 2.0: Facebook, MySpace, YouTube, Dailymotion, giochi 3D, GPS, mappe e tanto altro

sabato 25 settembre 2010

Full Circle Magazine

Full Circle Magazine è, la rivista on-line dedicata a Ubuntu e le sue versioni gemelle (Kubuntu, Edubuntu e Xubuntu), è finalmente disponibile in italiano. Cioè le edizioni precedenti dalla 1 alla 6 sono state tradotte nella lingua di Dante. Inoltre ognuno può partecipare alla traduzione, sviluppo della versione italiana; come fare è descritto qui. Se avete intenzione di leggere la rivista potete scaricarla a questo indirizzo.

martedì 21 settembre 2010

software

Wiki BUC

sito ufficiale buc

Programmi ubuntu
BUC – Basta Un Click – (un parser xml in C affiancato da un generatore dinamico di interfacce in C++ con librerie QT), è un software Open Source per GNU/Linux, sviluppato da Matteo Avalle in collaborazione con Valerio Billera e il SiciLinuX Group, in grado di trasformare script bash (file di testo reso eseguibile, contenente comandi da eseguire) in applicazioni dotate di comoda interfaccia grafica e di dare un’interfaccia grafica ai programmi che possono essere eseguiti solo da riga di comando.

Come funziona BUC? Il programma non è altro che un “interprete” in grado di leggere file con estensione .mc. Questi file gestiscono sia l’interfaccia grafica, seguendo molte delle regole sintattiche dell’xml, che il comportamento che il programma deve tenere in risposta agli script bash. In questo modo l’abilità nella programmazione bash può essere sfruttata per realizzare delle applicazioni dotate di interfaccia grafica. E’ evidente che BUC, senza il supporto degli applicativi mc, è pressochè inutile; per funzionare deve essere sempre associato ad un file mc; in egual modo un file mc da solo non ha alcuna funzionalità se non eseguito con BUC.

Esempio hello.mc

identifica il documento XML come script di BUC. è il tag principale, genera la maschera iniziale. questo tag dà la possibilità di inserire una nuova pagina in cui aggiungere tutti gli elementi del caso. Il parametro title deve sempre seguire a ruota il tag ; la sua presenza è fondamentale in quanto non possono esistere dei frame senza titolo. crea una casella di testo non modificabile in grado di visualizzare del testo.

Tutti i Tags Oltre ai tag , e , mostrati prima, ve ne sono altri:

< text > < button > < combobox > < textlog > < hlayout > < vlayout > < scrolllayout > < checkbox > < iconlist > < icon > < ondoubleclick > < file > < global > < img>

Grazie a questi è possibile inserire nei propri applicativi mc tutto il necessario per realizzare delle applicazioni dotate di tutto l’occorrente per avere un’interfaccia grafica utile e performante; bottoni, caselle di selezione, icone, selezione di file etc.

A chi è diretto BUC? Il programma è diretto a: - tutti agli utenti GNU/Linux, più o meno esperti; - alle imprese; - alle scuole medie/superiori.


E’ bene precisare che BUC non si propone di sostituire interamente le procedure da terminale, che riteniamo indispensabili per utilizzare al 100% la propria distro GNU/Linux in tutte le sue sfaccettature, ma mira unicamente ad essere di aiuto a quelle persone che non hanno tempo per imparare procedure complesse o che desiderano semplicemente velocizzare alcune operazioni.


Installare BUC tramite Repository

  • aprire il file sources.list tramire il comando:

Codice:

sudo gedit /etc/apt/sources.list
  • aggiungere alla fine del file la riga seguente e poi salvare il file

Per 32bit

Codice:

deb http://buc.billera.eu/ubuntu/ binary/

Per 64bit

Codice:

deb http://buc.billera.eu/ubuntu64/ binary/
  • aggiornare la lista dei repositories tramite il comando:

Codice:

sudo apt-get update
  • installare BUC tramite il comando:

Codice:

sudo apt-get install buc

Pacchetto deb contenente tanti Applicativi mc pronti per l’uso Gli applicativi presenti nel pacchetto sono: * aircrack-wep.mc (Permette di decriptare le password WEP) * convertitor-dpg.mc (Permette di convertire i file video per Nintendo DS) * Dividi-Unisci.mc (Permette di dividere e poi riunire file di grandi dimensioni) * eRadio.mc (Utile applicativo, personalizzabile, che permette di ascoltare comodamente tante radio) * galleria.mc (Permette di creare delle gallerie di immagini) * infosistema.mc (Permette di ottenere utili info sul proprio sistema) * mac-address.mc (Permette di cambiare il MAC-address della propria scheda di rete) * rarcrack.mc (Applicativo che daun’interfaccia grafica al programma rarcrack) * Repository.mc (Permette di creare velocemente un proprio Repository) * sintetizzatore.mc (simpatico sintetizzatore vocale) * sod.mc (Permette di impostare uno screensaver come sfondo per il proprio desktop) Per scaricare questo pacchetto: http://buc.billera.eu/download/applicativi-mc.deb Una volta installato per utilizzare i vari applicativi bisogna andare su: Applicazioni -> Strumenti di Sistema -> BUC – Applicativi mc

Grazie a questa interfaccia oltre ad utilizzare gli applicativi presenti di default è possibile: * aggiungerne degli altri cosi da avere tutti i propri applicativi sempre a portata di mano; * effettuare delle copie di backup dei propri applicativi; * modificare comodamente i propri applicativi.


Sito ufficiale del progetto BUC: http://buc.opensource.tk Wiki ufficiale del progetto BUC: http://wiki-buc.opensource.tk Un link utile per comprendere meglio il funzionamento del programma: http://linux.billera.eu/wp-content/buc.pdf Per conoscere tutte le info riguardo questa nuova versione leggi la Change Log: http://buc.intilinux.com/wiki/index.php?title=Change_log Ultima Release del programma: 0.5.1